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giovedì 24 maggio 2012

Cadute rovinose

I miei bambini non sanno cadere. Stiamo facendo un corso di pattinaggio nel campo dell’oratorio e siamo giunti alla penultima lezione. Li osservo e li incito, tifo per loro, ma noto anche che non tutti sanno cadere. qualcuno era la prima volta che metteva i pattini ai piedi, altri invece già sapevano andarci. Tutti hanno avuto la possibilità di imparare.
Ma cadere ancora non hanno imparato. Alcuni appena toccano per terra incominciano a lamentarsi, a piangere e a scoraggiarsi. Quasi siano circondati da cuscini che attutiscono le loro cadute e non sappiano gestirene una da poco. Ho imparato ormai a valutare se si fanno male o se è solo “scena”. E allora incoraggio e sdrammatizzo, ma mi chiedo cosa faranno nella vita quando batteranno la testa e dovranno per forza rialzarsi e continuare a provare. C’è anche chi cade e sorridendo si rialza, un po’ ammaccato, ma riprende. C’è chi si butta e cade quasi volutamente e c’è chi per ogni caduta ci vogliono 10 minuti di pausa, un pianto, e tanto incoraggiamento per riprendere e aimè c’è chi dopo uno scontro si è fratturata il polso…
Mi piacerebbe che dopo queste sette lezioni i bambini imparassero, oltre a pattinare anche a cadere… ma forse sette lezioni sono troppo poche.

giovedì 19 aprile 2012

Famiglia

Queste ultime settimane sono state piuttosto dure a causa di problemi personali e negli ultimi giorni la situazione è peggiorata tanto da costringermi a prendere alcune decisioni. Ovviamente è difficile separare in modo netto e deciso vita privata e lavoro e i bambini possiedono speciali radar che captano ogni cambiamento di umore o ogni cosa… diversa da solito e partono le domande a raffica. In più hanno vissuto con me il momento critico in cui ho dovuto correre a casa. Sono stati bravissimi: si sono preparati velocemente per essere divisi, le bambine hanno trovato anche il modo di darmi un abbraccio veloce e poi senza discutere sono andati nelle altre classi. Quando sono tornata a scuola e si sono infomati, mi hanno fatto mille domande, come se fosse la cosa più normale del mondo. E mi sono sentita in famiglia.

giovedì 29 marzo 2012

Non si vede bene che con il cuore

Intervallo, mi concedo un attimo di respiro e sfoglio un catalogo di prodotti cosmetici per decidere cosa regalarmi. Si avvicinano le bambine e, come al solito, incominciano a chiacchierare; G. guarda cosa sto sfogliando e con calma mi guarda e mi dice: “ Anto tu non hai bisogno di quelle cose, sei bella così!”.
E mi tornano in mente le parole del Piccolo Principe che abbiamo letto l’anno scorso: “Non si vede bene che con il cuore”.. Ho ricevuto anche una bella lezione: io mi preoccupo delle prime rughe, dei primi (pochi) capelli bianchi e come correre ai ripari, loro mi vogliono bene nonostante queste cose, che ai loro occhi non sono così importanti. Ringrazio il Padre perché i miei bambini sono ancora capaci a guardare con il cuore e a non fermarsi all’apparenza, anche se so che crescendo forse perderanno questo modo di vedere le cose.

giovedì 22 marzo 2012

Babà al rum

Ricevo spesso regali dai bambini: una notevole collezione di disegni, braccialetti, perline, anche un album di figurine. Martedì però ne ho ricevuto uno un po’ speciale: da una pasticceria famosa di Napoli mi è arrivato in dono un Babà. Una bambina è andata tre giorni in vacanza con i suoi genitori e mi ha chiesto cosa volevo di regalo, scherzando le ho chiesto un dolcino tipico ed ecco arrivare delizioso Babà.Credo di non averne mai mangiato uno così buono: sarà perché è il primo che mangio o perché condito da un affetto bello e assolutamente gratuito. Sta di fatto che sono giorni che “vivo” del gusto tutto speciale di quel regalo inaspettato.

giovedì 15 marzo 2012

Pasticci

Siamo in fase creativa: stiamo facendo il regalo della festa del papà e abbiamo incominciato anche a fare il lavoretto di Pasqua. Vi lascio immaginare il caos, cuoio e gesso sparsi qua e là.
Sono tra i momenti più belli che viviamo in classe: uno per uno si cimentano a fare qualcosa per una persona a cui vogliono bene, con le loro mani. I risultati sono decisamente apprezzabili.
Al di la di questo, quello che a me interessa è che imparino ad usare le mani: in questi anni, all’inizio guidati, ora un po’ meno abbiamo fatto molte attività manuali, con l’obiettivo di imparare facendo, utilizzando materiali e tecniche diverse e sicuramente divertirtendoci insieme. I prodotti finiti sono sicuramente originali e assumono valore perché racchiudono la fatica e il tempo che ogni bambino ha messo nel realizzarli… e la soddisfazione nel dire “l’Ho fatto io!”

giovedì 1 marzo 2012

Stanchezza

Capita a volte di essere colti da stanchezza. Ovviamente non quella fisica, ma una stanchezza di altra natura. Le situazioni difficili che tutti i giorni devi affrontare, la tensione con le colleghe, i fiumi di parole che sembra non portino mai a nulla di concreto, l’impotenza di fronte all’ignoranza, con l’andare del tempo logorano e sottraggono energie preziose. Sto vivendo uno di questi momenti e in questi giorni mi sono chiesta come uscirne.
La risposta come al solito non la devo cercare molto lontano: i bambini. Loro sono la mia priorità, il motivo per cui vado a scuola e l’unica mia preoccupazione quando sono in servizio. Poi spesso il contorno non aiuta ma se perdo di vista loro la stanchezza si centuplica e vado poco lontano. Un abbraccio, un bacio, una risposta che non ti aspetti, un’interrogazione andata bene, un sorriso sdentato e il saggio di musica fatto con loro mi fanno ridimensionare la stanchezza e mi permettono di tornare a scuola con un po’ più di energia.

giovedì 23 febbraio 2012

Confidenza

Confidenza:dal latino CON-FIDERE confidare: condizione propria di chi ha fede o speranza in altri. Stretta amicizia, famigliarità..
Ho voluto aprire con la definizione di questa parola dalle molte sfaccettature, che nelle ultime settimane mi ha più volte interrogata. I miei bambini hanno molta confidenza con me e mi sono chiesta quale il limite da non superare? Devo porre limiti? Avere confidenza mi impedisce di educare?
La definizione parla di fede o speranza, io direi meglio.. fiducia: qui credo che non possano esserci limiti. I bambini hanno fiducia, sono convinta sia nel loro dna, (esistono poi infiniti casi particolari) e a me il compito di non tradirla. Credo però che siano anche capaci di fiducia, nelle cose alla loro portata, io devo potermi fidare di loro e questo è un lavoro lungo e affascinante che mi dà gioie e anche qualche delusione. Famigliarità… qui forse qualche limite lo devo porre: passi che a volte mi chiamino mamma, ma lasciare loro troppo “spazio” mette a rischio la relazione educativa.. e qui il lavoro più grosso lo devo fare con me stessa, ma ne vale sicuramente la pena.
In questi anni ho capito che in questo non ci sono ricette scritte, ma è necessario avere elasticità e tanta pazienza: spesso ho sbagliato, qualche volta ho adottato l’atteggiamento giusto, altre volte potevo magari fare diversamente … io ci provo comunque: mi piace pensare che i risultati non spettino a me.

giovedì 9 febbraio 2012

Soqquadro… infinito


Soqquadro… infinito!
Oggi, per l’ennesima volta sono stata richiamata… all’ordine!!! La mia classe è un caos primordiale, ho libri, fogli, e cose sparse ovunque; nonostante i miei buoni propositi non ce la faccio a essere ordinata!! I bambini mi prendono in giro e ci scherzano sopra, ma in fondo a loro piace il mio disordine, si sentono un po’ autorizzati a “provarci” anche loro.
In prima quando ho spiegato il significato della parola soqquadro ho fatto come esempio la cattedra e di li il mio disordine è diventato “leggendario”. Vivo la classe come casa mia e anche i bambini: quindi ho TUTTO, ma proprio tutto quello che ci può servire: dal termometro al martello dalla lana a fogli di ogni formato e colore e le mie colleghe se hanno bisogno di qualche cosa sanno che io ce l’ho!! Anche questo aspetto, forse non tanto positivo, fa parte del mio essere maestra e mi piace che i miei alunni vedano che anche io ho limiti che con il loro sostegno cerco di “arginare”… con scarsi risultati però!!!

giovedì 2 febbraio 2012

Pazzie innevate

Da venerdi’ scorso viviamo ricoperti da una fitta coltre bianca, tanto che lunedì la scuola è stata chiusa. Dopo tanta attesa è arrivata la neve: gioia per i bambini e preoccupazione per gli adulti. Io mi trovo nel mezzo. Sono preoccupata per tutti i disagi che arreca, ma sono anche stupita dalla fantasia di Dio che sa creare con una nevicata paesaggi stupendi e un silenzio irreale. E vedo tutto questo attraverso gli occhi dei miei bambini.
Oggi dopo molti ripensamenti e con le dovute cautele … li ho portati in cortile a godersi la meraviglia!! Quarantacinque minuti di allegria, freddo acuto e qualche palla di neve arrivata anche addosso a me! Momenti preziosi di gioia che mi sono goduta… dando un calcio al buon senso. Dico spesso ai bambini di fermarmi quando mi vengono certe idee… e loro in coro mi dicono: “no!!!” Sono certa, però, che questi saranno i momenti che negli anni si ricorderanno con più affetto… e anche io!!

giovedì 26 gennaio 2012

Dieci e lode!!!

Tempo di verifiche e valutazioni … una parte del mio lavoro che faccio fatica a svolgere. Racchiudere in un numero il lavoro di quattro mesi, le fatiche, i successi e gli insuccessi, le competenze e gli obiettivi raggiunti diventa ogni volta un arduo compito. Alla fine del lavoro non riesco mai ad essere soddisfatta, magari potevo dare mezzo punto in più a Tizio oppure sono stata troppo generosa con Caio … Come sarebbe bella una scuola senza voti, dove al centro non c’è il risultato ma il bambino, in cui l’impegno e la volontà valgono di più di un obiettivo didattico raggiunto!!
E poi come essere sempre e comunque imparziale e assolutamente al di sopra di ogni sentimento, pregiudizio, condizionamento? Spesso non ci riesco e il confronto con una collega è il solo strumento che ho per cercare di non fare troppi errori.. di giudizio.
Come ogni anno affronto questo compito con tanti dubbi e incertezze, ma anche con la consapevolezza che per i bambini è importante sapere dove sono arrivati e dove possono ancora arrivare e per questo che mi riprometto di cercare di fare un buon lavoro, cosciente dei miei limiti!!

giovedì 19 gennaio 2012

Cara maestra bis

Carissima maestra Antonella, sono contenta di scriverti questa lettera perché ho tante cose belle da raccontarti, ho passato un bellissimo Natale insieme alla mia famiglia, zii, nonni e cugini, ho ricevuto tanti bei doni (….). La mia mamma ha preparato un bel pranzo di Natale che abbiamo iniziato con una bella preghiera. Peccato che questi giorni passano in fretta perché è sempre bello stare insieme e scambiarsi affetto e felicità.
G.



Cara maestra Antonella, come stai? Come sta la tua mamma? Hai passato bene le feste? Io, le vacanze, le ho passate a casa perché il mio papà e la mia mamma non avevano le ferie insieme e anche perché mia nonna O. non stava molto bene; però mi sono divertita lo stesso perché sono andata a casa di alcuni miei amici, tra cui S. (….) Sono molto contenta di quello che ho ricevuto, spero che anche tu abbia ricevuto tanti regali!!
In questi giorni ho quasi finito i compiti e sono molto contenta di ritornare a scuola. Mi manchi tanto, ti abbraccio
G.
Cara Antonella,
la cosa che desideravo di più era stare a casa per tutte le vacanze e giocare tanto. Ma i miei genitori mi hanno portato a fare un giro con il camper in Toscana. Stiamo visitando tante città, e io sono molto bravo, anche se mia sorella non è d’accordo. Ho visto la piazza del Palio a Siena che mi è piaciuta tanto e ti ho preso una cartolina. Ciao
F.

giovedì 12 gennaio 2012

Cara maestra

Mi stanno arrivando le lettere dei bambini. Ho dato come compito delle vacanze di scrivermi una lettera con quello che più preferivano raccontarmi. È sempre un’emozione particolare ricevere una lettera: il carico di attese che contiene, il tempo speso per scrivere (a mano rigorosamente), e l’atto antico ma ricco di fascino di affrancarla, spedirla e affidarla un po’ al “caso”. Io ho scritto chilometri di lettere e le mie amicizie più belle le ho fatte crescere proprio con questo strumento che oggi viene definito arcaico.
Non è la prima volta che do questo compito, mi piacerebbe trasmettere ai bambini il fascino che contiene e far vedere loro, al termine del ciclo, come sono cresciuti e come sono cambiati proprio tramite le loro lettere.
Mi diverto e mi commuovo nel vedere la cura con cui le bambine decorano i loro scritti e ancora di più mi piace “l’incuria” dei maschietti (ma questo a loro è meglio non dirlo) a cui non piacciono le smancerie. Conservo come tesori queste lettere che mi parlano di loro e mi dicono il loro affetto. E attendo con trepidazione….

giovedì 29 dicembre 2011

Vacanze-nostalgia

Sono finalmente iniziate le vacanze di Natale, parecchi giorni per ricaricare le batterie, fare scorta di pazienza, per pensare a qualche “pazzia” nuova da fare, correggere i quaderni e “disintossicarsi” dalla scuola. Un tempo atteso da tutti con impazienza e, quest’anno, anche io non vedevo l’ora di concedermi un po’ di meritato riposo. Ma ecco come al solito, bussare alla mia porta la nostalgia dei bambini. A volte mi dico che sono un “caso” irrecuperabile, ma ormai ho imparato ad accettarla e a riderci un po’sopra. Anche perché è una sana nostalgia, mi mancano i bambini, ma la lontananza fa bene per recuperare le giuste distanze, per riposarsi e per elaborare nuovi piani di attacco. E poi la gioia si moltiplica nel rivederli!! Tra qualche giorno poi la mia cassetta della posta incomincerà a riempirsi delle loro lettere ( compito delle vacanze) e leggendo i loro strafalcioni … mi mancheranno molto meno!!!

giovedì 22 dicembre 2011

Natale

È sempre più difficile non banalizzare questo momento a scuola: decorazioni, lavoretti, attese di vario tipo. Quest’anno ho deciso di non perdermi troppo in addobbi, ma di puntare su due aspetti: l’Avvento e il dono da portare a casa.
Per il primo ho fatto loro un calendario dell’avvento e ogni giorno abbiamo estratto un nome legato poi all’ochetta. L’attesa è un concetto difficile per i bambini, che ormai hanno tutto e subito. Attendere è gustare la cosa attesa e con questo calendario spero abbiano vissuto un’attesa piena e anche … allegra!!! Attesa condivisa.

Il dono … ve lo faccio vedere!!












Una lampada di creta, forgiata con le loro mani per portare luce. Abbiamo provato ad accenderne una … l’effetto non è male vero!? Creare con la terra e il fuoco, con il lavoro delle loro mani un oggetto antichissimo (ne abbiamo letto le origini) che ancora oggi porterà luce nelle loro case. Forse loro non colgono ancora tutto, ma iniziano id apprezzare queste attività … e io con loro!! E come il telaio è tornare alle origini, e anche tornare alla grotta di Betlemme portando in dono luce che è un pezzetto di loro!

giovedì 15 dicembre 2011

Terra e cielo

All’inizio di dicembre è venuto in classe un amico a farci un laboratorio di tessitura.
Attività programmata all’inizio dell’anno e attesa dai bambini in modi diversi. Le femmine entusiaste, i maschietti reticenti e poco convinti: loro non vogliono mica “cucire”!!!
Fatto sta che il laboratorio è stato un successo!! Dopo i primi attimi di incertezza e con un po’ di aiuto sono riusciti a capire il meccanismo e hanno fatto cose belle, in particolare i bambini si sono distinti per originalità e destrezza.
Ma quello che mi ha fatto pensare è stato il fatto che tessere è tornare alle origini, fare tessuti è forse l’arte più antica e richiede pazienza e destrezza, farlo fare ai bambini è far loro toccare con mano queste origini, fargliele vivere. Il cielo e la terra, (le due posizioni del pettine liccio), la parola nascosta tra trama e ordito, le tradizioni legate a questa arte sono le cose che spero i bambini abbiano sperimentato e gustato.I riscontri sono positivi: hanno chiesto a M. di venire tutti i venerdi’ perché tessere è più divertente che fare religione e hanno voluto regalargli un'ochetta del calendario dell'avvento come segno di affetto. Alla fine dei conti posso dire che è stato tempo invastito bene!!

giovedì 8 dicembre 2011

I primi "filarini"

Da qualche settimana sto assistendo, in classe, alla nascita dei primi “filarini”. E’ un momento tenero e particolare che ho il privilegio di vivere “dal di dentro”.

Le bambine si stanno innamorando dei maschietti, che non disdegnano affatto queste attenzioni, anzi … se la “tirano” anche un po’!!
Mi piace essere complice di questi primi amori perché hanno ancora il sapore dell’innocenza e sono così privi di malizia, così puliti che riescono a commuovermi. E poi li vivono con una serietà e una discrezione da fare invidia a tanti adulti.

Mi fanno pensare alla Samaritana che incontra Gesù al pozzo e instaura con Lui un dialogo da innamorati.
Auguro ai miei bambini che riescano a trovare l’acqua viva che darà loro la possibilità di vivere i loro amori futuri con l’innocenza e la spensieratezza, ma anche la serietà con cui lo fanno ora.

giovedì 1 dicembre 2011

Costruisco un soppalco in classe

Manca lo spazio vitale: io occupo spazio con il mio caos e i bambini, cresciuti, incominciano ad essere ingombranti.
La classe è piccola e non ci si muove.
Una mattina mi chiama la vicaria e mi comunica l’arrivo di una nuova bambina … mi arrabbio parecchio: nell’altra terza sono di meno e non hanno neanche il sostegno!!! Provo a far presente la cosa, ma non c’è verso.. il nuovo arrivo è della mia classe.
Va bene, costruisco un soppalco in classe, altrimenti dove la sistemo??
La cosa ristagna in me due giorni e poi ecco arrivare la bimba, un po’ sperduta che mi guarda con aria interrogativa … e allora tutta la rabbia sfuma. Le esigenze dell’accoglienza hanno avuto la meglio sulle preoccupazioni: i bambini felicissimi della novità non ci hanno pensato su e l’hanno accolta senza riserve e io … ho fatto la stessa cosa.
Ci siamo stretti un po’, abbiamo sopportato il disagio, ma al solito ne è valsa la pena!!

giovedì 24 novembre 2011

Ti voglio bene!

“Maestra ti voglio benissimo!”
Sono le parole che spesso mi sento dire da una mia bambina con cui ho instaurato un rapporto bello e particolare.


Mi interrogo spesso sul “bene” che voglio ai miei alunni, se aggiunge qualcosa al mio essere maestra oppure mi impedisce di essere professionale. Ovviamente questo affetto è ampiamente ricambiato e questo mi scalda il cuore, ma mi da anche una grandissima responsabilità. 

Voler bene può essere il motore dell’educazione?

Non mi so dare una risposte, ma mi viene da pensare a Gesù che sicuramente voleva bene a Pietro, Giovanni, Andrea, Lazzaro, Marta e Maria e a tutti gli altri e questo non gli ha impedito di essere duro con loro e di educarli.


Continuerò ad interrogarmi su questo, ma credo che senza l’affetto il mio essere maestra sarebbe solo un lavoro e non invece una gioia.

giovedì 17 novembre 2011

Il primo giorno di scuola














La notte precedente il primo giorno di scuola non ho dormito … troppo agitata, mi sono alzata prestissimo e mi sono preparata. Ho messo il vestito rosso, quello dei grandi eventi, quello che mi fa stare bene. Sono arrivata a scuola un’ora prima. Sono andata in classe e ho preparato tutto: ho messo sui banchi i nomi, e ho controllato che tutto fosse in ordine.
Scendo ad accoglierli alla porta o li aspetto in classe? Se scendo, alla fine non capisco più nulla … meglio aspettarli in classe. Mancano 5 minuti, dalla finestra li vedo arrivare, pieni di energia come sempre, lasciando i genitori ad arrancare sulla salita. Tra poco posso riabbracciarli e l’agitazione e l’attesa si fanno quasi dolore fisico: il mio stomaco si ribella!!!
Finalmente la campanella suona ed eccoli che li sento inforcare le scale. I primi ad arrivare sono i maschietti che mi salutano con un sorriso, qualche battuta, ma non si avvicinano. Le bimbe invece senza pensarci vengono ad abbracciarmi, un abbraccio per uno, senza fare differenze. Dopo un po’ di trambusto eccoli seduti a guardarmi. Mi fermo e mi godo questo attimo: i miei bimbi cresciuti, belli, pieni di aspettative. L’attimo dura poco e subito incominciano le domande..la magia incomincia...
Il primo giorno di scuola per me è sempre il più bello, nei loro occhi vedo le attese, le paure, l’energia per il nuovo anno e la cosa che sempre mi commuove è la loro fiducia incondizionata: sono certi che si divertiranno e faremo cose belle insieme.