martedì 19 giugno 2012

Trova le differenze...



come nei giochi enigmistici, visto che iniziano ad avvicinarsi le vacanze!
Ma cosa succede se ad essere avvicinate sono culture e religioni diverse? Da solo il confronto non avviene, c'è bisogno di persone che lo vivano sulla propria pelle, quotidianamente, anche in modo scherzoso, leggero, come prova a raccontare Eric Emmanuel Schmitt nel libro “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”: un ragazzo ebreo conosce un anziano musulmano e insieme a lui fa esperienza di un mondo ben più vasto della sua casa (significativamente descritta sempre con le persiane chiuse).
"Facevamo un sacco di giochi. Mi conduceva nei luoghi di culto con una benda sugli occhi perché indovinassi la religione dall'odore. “Qua c'è odore di ceri, è cattolico”. “Sì, è Sant'Antonio”. “Qui c'è odore d'incenso, è ortodosso”. “È vero, è Santa Sofia”.“E qua c'è puzza di piedi, dev'essere musulmano. Bleah, c'è un fetore...” “Cosa?! Ma è la Moschea Blu! Non ti piace un posto che odora di corpi umani? A te non puzzano mai, i piedi? Ti disgusta un luogo di preghiera che odora di uomo, che è fatto per gli uomini, con gli uomini dentro? […] A me, questo profumo di pantofole mi rassicura. Mi fa pensare che non valgo più dei miei simili.
Imparando ad “aprire le persiane” e il cuore indiscriminatamente intorno a sé, il giovane Momo riesce a dare concretezza a quella che era già una sua impressione iniziale:
“Stando con monsieur Ibrahim mi rendevo conto che gli ebrei, i musulmani e persino i cristiani avevano avuto un sacco di grandi uomini in comune prima di massacrarsi a vicenda. La cosa non mi riguardava, ma mi faceva bene.”


(tratto da: Eric-Emmanuel Schmitt, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Roma: edizioni e/o, 2006
immagine tratta da: 
http://www.paceediritti.it/wcm/pace_diritti/sezioni_primopiano/primo_piano/mtv_14apr.htm)

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